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Avevo voglia di Sicilia. Qualche giorno tra le Eolie, magari Marettimo o un tuffo all’alba a Portopalo. Cercavo una barca comoda — dodici ospiti, nessuna complicazione — qualcosa che conoscessi già. Come sempre, ho fatto una chiamata.
Dall’altra parte, la voce di sempre. Tranquilla. Nessuna proposta confezionata, solo le domande giuste. E poi, come in un inciso: “Volendo, ce n’è una con propulsione silenziosa, tecnologie ibride, senza rinunce.”
Non c’erano pressioni. Solo un invito gentile. Un’alternativa che lasciava spazio alla curiosità. Così, senza grandi decisioni, ho scelto qualcosa che andava oltre la barca. Un modo diverso di navigare.
A bordo, il tempo sembrava dilatato. Il rumore del mare, il silenzio vero, lo scafo che si muoveva lento e leggero. Nessun proclama ambientale, nessuna retorica. Solo un’armonia nuova. Uno di quei silenzi che parlano chiaro.
E poi, la verità: questa storia non è accaduta davvero. O forse sì, da qualche parte. Ma potrebbe. È credibile. È una possibilità concreta, già oggi.
Non ho cambiato il mondo. Ma ho immaginato come potrebbe essere. E a volte, vale la pena raccontarlo.












